Prezzo di vendita: come calcolarlo

«A quanto lo vendo?» è la domanda che ogni negoziante si fa quando porta un prodotto online. Spesso la risposta arriva a occhio: il prezzo del negozio, oppure quello di un concorrente. Ma online entrano in gioco costi che al bancone non ci sono, e un prezzo scelto a occhio rischia di farti vendere tanto e guadagnare poco. Calcolare il prezzo di vendita in modo corretto richiede pochi passaggi e una distinzione da avere chiara: quella tra ricarico e margine.
In questa guida vediamo la differenza, le voci da mettere nel conto, un esempio completo con numeri e il calcolo al contrario, quello che parte dal guadagno che vuoi ottenere. Per le scelte strategiche sul prezzo, come posizionarti rispetto al mercato o quando fare promozioni, trovi un approfondimento dedicato alla strategia di prezzo per i prodotti venduti online.
Ricarico e margine non sono la stessa cosa
È l’errore più frequente, ed è quello che costa di più.
- Ricarico (o markup): quanto aggiungi al costo, calcolato sul costo. Se un prodotto ti costa 10 e lo vendi a 15, il ricarico è del 50%.
- Margine: quanto ti resta, calcolato sul prezzo di vendita. Nello stesso caso, 5 su 15, il margine è del 33%.
Chi pensa «voglio guadagnare il 50%» e ricarica del 50% ottiene in realtà un margine del 33%. E le commissioni e le spese del canale si calcolano in genere sul prezzo, non sul costo: per questo il ragionamento giusto parte dal margine.
Le voci da mettere nel conto
Per ogni prodotto, prima di fissare il prezzo, raccogli queste voci:
- Costo d’acquisto o di produzione del singolo pezzo.
- IVA: il prezzo che vede il consumatore la comprende. Se sei in regime ordinario, la parte di IVA non è tua: la versi. Se sei in regime forfettario non la applichi, ma devi comunque ragionare sul prezzo finale. Per le regole del tuo caso chiedi al commercialista.
- Costi del canale: su un marketplace, di solito una commissione in percentuale sul prezzo e un canone mensile; su un sito proprio, le commissioni dei pagamenti e i costi della piattaforma.
- Spedizione: la parte che resta a tuo carico, più l’imballaggio.
- Una quota per resi e imprevisti: una piccola riserva, perché qualche prodotto tornerà indietro.
Il canone mensile non va caricato su un singolo pezzo: va coperto dal margine di tutte le vendite del mese. Per un quadro completo di tutte le voci, leggi quanto costa vendere online davvero.
Un esempio completo
Facciamo il conto su un prodotto inventato, con numeri tondi scelti solo per l’esempio: non sono le tariffe di commercioVirtuoso.it né di nessun altro canale.
- Prezzo di vendita al cliente: 61 €, IVA al 22% inclusa.
- Costo d’acquisto: 25 €.
- Commissione del canale nell’esempio: 10% del prezzo pagato dal cliente, più IVA sulla commissione.
- Spedizione a tuo carico nell’esempio: 5 €. Imballaggio: 1 €.
Il calcolo, per chi è in regime ordinario:
- Prezzo senza IVA: 61 ÷ 1,22 = 50 €. Gli altri 11 € sono IVA da versare.
- Commissione: 10% di 61 = 6,10 €. Se l’IVA sulla commissione la detrai, il costo per te resta 6,10 €.
- Spedizione e imballaggio: 6 €.
- Costo del prodotto: 25 €.
Resta: 50 − 6,10 − 6 − 25 = 12,90 € di margine per pezzo, cioè circa il 26% del prezzo senza IVA. Il ricarico sul costo, invece, sembrava del 100% (25 → 50). La differenza tra le due cifre è tutta nei costi del canale e della spedizione.
Il calcolo al contrario: partire dal guadagno
Spesso è più utile rovesciare il ragionamento: decido quanto voglio guadagnare e trovo il prezzo. Con i numeri dell’esempio precedente:
- Somma i costi del pezzo: costo 25 € + spedizione e imballaggio 6 € = 31 €.
- Aggiungi il guadagno che vuoi: per esempio 15 €. Totale da coprire: 46 €.
- Considera che la commissione si prende una parte del prezzo. Nell’esempio il 10% del prezzo con IVA equivale al 12,2% del prezzo senza IVA: quindi il prezzo senza IVA deve essere 46 ÷ (1 − 0,122) ≈ 52,40 €.
- Aggiungi l’IVA: 52,40 × 1,22 ≈ 63,90 €.
Poi arrotonda a un prezzo sensato, per esempio 64,90 €, e controlla che sia in linea con il mercato. Se non lo è, le leve sono tre: ridurre i costi di spedizione e imballaggio, accettare un guadagno più basso su quel prodotto o scegliere di non venderlo su quel canale.
Il calcolo su commercioVirtuoso.it
Su commercioVirtuoso.it la commissione è una percentuale del prezzo pagato dal cliente, IVA inclusa, e sulla commissione si applica l’IVA. Le commissioni sui pagamenti con carta non sono a tuo carico. La percentuale dipende dal piano, e le tariffe di spedizione con blink logistic dipendono da peso e valore dell’ordine: trovi tutte le cifre aggiornate nella pagina prezzi.
Per non fare i conti a mano c’è il calcolatore degli incassi. Funziona nei due sensi: inserisci il prezzo e vedi commissione, spedizione e quanto ti resta, oppure parti dall’incasso che vuoi e ottieni il prezzo di vendita giusto.
Gli errori più comuni
- Confondere ricarico e margine: il primo sembra sempre più generoso del secondo.
- Dimenticare l’IVA nel prezzo al consumatore: se sei in regime ordinario, una parte del prezzo non è tua.
- Calcolare la commissione sul prezzo senza IVA quando il canale la calcola sul prezzo pieno.
- Ignorare la spedizione: su prodotti economici può mangiarsi tutto il margine. Qui trovi come organizzarla nella guida alle spedizioni e-commerce.
- Fissare il prezzo una volta per sempre: costi e tariffe cambiano. Ricontrolla i conti dei prodotti principali almeno ogni pochi mesi.
Da dove partire
Prendi i tuoi cinque prodotti più venduti e rifai il conto con tutte le voci. Scoprirai quali ti fanno guadagnare davvero e quali vanno rivisti. Poi usa lo stesso metodo per ogni prodotto nuovo, prima di pubblicarlo. Se vuoi vendere con costi chiari e un calcolatore che fa i conti per te, registrati gratis su commercioVirtuoso.it.