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Dazio sui pacchi extra-UE: cosa cambia per chi vende

Dazio sui pacchi extra-UE: cosa cambia per chi vende

Per anni i pacchi da pochi euro in arrivo da fuori Europa sono entrati senza pagare dazi. Era la regola dei beni di modico valore, e ha aiutato le grandi piattaforme che spediscono direttamente dalla Cina ai consumatori italiani. Dal 1° luglio 2026 quella regola non c’è più: sui piccoli pacchi venduti online da Paesi extra-UE si paga un dazio fisso di 3 €. In arrivo ci sono anche una commissione di gestione europea di 2 € per articolo e, in Italia, un contributo nazionale di 2 € a spedizione, rinviato più volte.

In questa guida vediamo cosa prevedono queste misure, da quando valgono, chi le paga e soprattutto cosa cambiano per chi, come te, vende in Italia spedendo dall’Italia.

Il dazio europeo da 3 €: come funziona

Il dazio è previsto dal Regolamento (UE) 2026/382 del Consiglio. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha dato le istruzioni operative con la circolare n. 17 del 25 giugno 2026. I punti da sapere:

  • Da quando: dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028. È una misura transitoria, in attesa del nuovo sistema doganale europeo per l’e-commerce (il cosiddetto Customs Data Hub).
  • Su quali pacchi: le spedizioni di valore intrinseco fino a 150 € che contengono merci vendute a distanza da Paesi extra-UE, cioè gli acquisti online fatti dai consumatori europei.
  • Quanto: 3 € per ogni articolo, non per pacco. Per «articolo» la dogana intende le merci con la stessa classificazione tariffaria. Cinque magliette uguali nello stesso pacco pagano 3 €. Una maglietta e un orologio pagano 6 €, perché sono due voci diverse.
  • Chi lo versa: il dichiarante in dogana, cioè il venditore extra-UE, la piattaforma registrata all’IOSS (lo sportello IVA europeo per le importazioni) o il loro rappresentante. Il consumatore lo trova, di fatto, nel prezzo o nei costi di consegna.

Il punto chiave è che il dazio scatta solo quando la merce entra nell’Unione europea da un Paese terzo. Un pacco che parte da Milano e arriva a Palermo non attraversa nessuna dogana.

In arrivo anche la commissione di gestione europea

Oltre al dazio, la riforma doganale europea prevede una commissione di gestione (in inglese handling fee) per coprire i costi dei controlli sui pacchi dell’e-commerce. A settembre 2026 la Commissione europea l’ha fissata a 2 € per articolo importato da Paesi extra-UE e venduto a distanza, senza soglia di valore e senza rimborso in caso di reso. È a carico di chi importa, cioè il venditore extra-UE o la piattaforma, e si somma al dazio da 3 € e all’IVA. L’applicazione è attesa dal 1° novembre 2026, salvo obiezioni di Parlamento e Consiglio europei.

Il contributo italiano da 2 €: rinviato al 1° dicembre

A parte il dazio europeo, la Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199 del 30 dicembre 2025) ha introdotto un contributo fisso di 2 € per ogni spedizione extra-UE di valore fino a 150 €, riscosso dalle dogane al momento dell’importazione. La partenza è già stata rinviata più volte: il decreto-legge n. 107/2026 l’aveva spostata al 1° ottobre, poi il decreto-legge n. 162 del 17 settembre 2026 l’ha portata al 1° dicembre 2026. Il motivo dichiarato del rinvio è non sovrapporlo al dazio europeo appena entrato in funzione.

Due differenze rispetto al dazio europeo:

  • è per spedizione, non per articolo;
  • riguarda in generale le spedizioni di modico valore: secondo l’interpretazione corrente si applica anche a quelle tra imprese e tra privati, non solo agli acquisti online dei consumatori.

Visti i rinvii già avvenuti, prima di fare conti su questa misura controlla che la data sia ancora quella.

E le spedizioni tra imprese (B2B)?

È la domanda che si fa chi compra merce da fornitori fuori dall’Europa. Il dazio forfettario da 3 € è pensato per le vendite a distanza ai consumatori: la circolare delle Dogane parla di merci importate in regime IOSS e di spedizioni postali oggetto di vendite a distanza. Quando la tua impresa importa merce per rivenderla, l’importazione segue le regole doganali ordinarie: dazio secondo la tariffa del prodotto, IVA all’importazione e, per le spedizioni di modico valore, il contributo nazionale da 2 € quando entrerà in vigore.

Le regole doganali cambiano spesso e ogni caso ha i suoi dettagli: se ti rifornisci da fuori UE, chiedi conferma al tuo spedizioniere doganale o al commercialista su come vengono trattate le tue importazioni, soprattutto se ricevi tanti piccoli pacchi invece di pochi carichi grandi.

Cosa cambia per chi vende in Italia

Se spedisci dall’Italia, non paghi nulla di tutto questo

Il dazio europeo e il contributo italiano colpiscono la merce che arriva da fuori. Se la tua merce è già in negozio o in magazzino in Italia, la vendita al cliente italiano non ha costi doganali. Cambia invece il prezzo finale dei tuoi concorrenti extra-UE: su un ordine di pochi euro, 3 € per articolo pesano molto. Un pacco con tre prodotti di tre tipi diversi paga 9 € di dazio, prima ancora del contributo nazionale.

La concorrenza delle piattaforme low cost si restringe, non sparisce

Le grandi piattaforme possono reagire in vari modi, per esempio assorbendo parte del costo o tenendo la merce in magazzini già dentro l’Unione, da cui non passa per la dogana a ogni ordine. Sui prodotti di bassissimo prezzo, però, il vantaggio si riduce davvero. È l’occasione per rendere visibile quello che offri tu: tempi rapidi, assistenza in italiano, resi semplici, un venditore riconoscibile.

Se compri da fornitori extra-UE con piccoli ordini, rifai i conti

Chi riordina spesso piccole quantità da fornitori fuori Europa, magari attraverso le stesse piattaforme pensate per i consumatori, può vedere salire il costo di ogni pezzo. Raggruppare gli ordini in carichi più grandi o scegliere fornitori europei può tornare conveniente. Ricalcola il costo d’acquisto dei prodotti coinvolti e poi il margine: il metodo è quello della guida su come calcolare il prezzo di vendita.

Cosa fare in pratica

  1. Dillo chiaramente: nelle schede prodotto e nelle comunicazioni scrivi che spedisci dall’Italia, con tempi di consegna precisi. Per un cliente che ha appena pagato un dazio inatteso, è un argomento concreto.
  2. Punta sulla velocità: la spedizione dall’Italia arriva in pochi giorni, quella extra-UE spesso in settimane. Organizza bene le consegne: trovi i passaggi nella guida alle spedizioni e-commerce.
  3. Rendi semplici i resi: restituire un pacco in Italia è molto più facile che rispedirlo oltreoceano. Spiega bene come funziona il reso e rispetta i tempi: leggi la guida sulla gestione dei resi nell’e-commerce.
  4. Rivedi i prezzi dei prodotti in concorrenza diretta: se il tuo prezzo era fuori mercato solo di pochi euro, con il dazio potresti essere già competitivo. Controlla prima di fare sconti.
  5. Controlla le tue forniture: se importi, fatti spiegare dal tuo spedizioniere come cambiano i costi e valuta di accorpare gli ordini.

Vendere su un marketplace italiano

Su commercioVirtuoso.it vendono soltanto negozi e aziende con partita IVA italiana, con la merce disponibile nel proprio negozio o magazzino: il dropshipping non è ammesso. Ogni ordine parte quindi dall’Italia. Con la logistica di commercioVirtuoso.it, blink logistic, etichetta e ritiro del corriere sono inclusi e la consegna arriva in 24 ore in tutta Italia, escluse le isole minori e le località disagiate. Per un confronto con gli altri canali leggi la panoramica sui marketplace italiani; per le cifre trovi tutto nella pagina prezzi.

In sintesi

  • Dal 1° luglio 2026 i pacchi extra-UE fino a 150 € venduti online pagano 3 € di dazio per ogni tipo di articolo, fino al 1° luglio 2028.
  • Dal 1° novembre 2026 è attesa la commissione di gestione europea: 2 € per articolo, in più del dazio.
  • Il contributo italiano da 2 € a spedizione è rinviato al 1° dicembre 2026.
  • Chi vende spedendo dall’Italia non paga nessuna di queste misure, e i concorrenti extra-UE diventano più cari.
  • Chi importa piccole quantità da fuori UE deve rifare i conti, con l’aiuto del proprio spedizioniere o commercialista.

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